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#interviste. L’illusionista Oscar Strizzi emoziona grandi e piccini al Teatro Mandanici

Scritto da il 12 Novembre 2019

Se vi state chiedendo cos’è la magia e se possa esistere nel nostro tempo, state leggendo l’articolo giusto. Perché la magia è atmosfera, è visione e proiezione della nostra immaginazione.

«La cosa più bella è quando il pubblico è coinvolto – dichiara l’attore illusionista Oscar Strizzi –. Quando sogna è la vittoria più grande».

 

Oscar Strizzi, mimo illusionista, ha ricevuto diversi premi per i suoi spettacoli e si esibisce per i più importanti Festival nazionali e internazionali.

«Mi sono esibito vicino Milano per un pubblico di bimbi dai tre ai quattro anni senza saperlo a priori e, con mia grande sorpresa data l’età, sono rimasti incantati. Lo stesso risultato l’ho riscontrato in un centro di anziani terminali, sempre a mia insaputa. Sono stati eventi ad effetto. Mi è capitato di esibirmi nei carceri e anche lì gli spettacoli hanno emozionato moltissimo. Quindi posso dire di aver sperimentato pubblici diversi entusiasmando sempre tutti. Sono spettacoli che colpiscono chiunque in modi sempre diversi».

 

La magia, come scrisse Paulo Coelho, è un ponte che ti permette di passare dal mondo visibile in quello invisibile. E imparare le lezioni di entrambi i mondi.

“Il Mago di Oz nel Paese delle Meraviglie” di Oscar Strizzi ha portato la magia sul palco del Teatro Mandanici di Barcellona P.G. inaugurando ufficialmente l’iniziativa “Teatro in Famiglia”.

Uno spettacolo fluido ed evocativo, giocato sulla trasformazione continua della materia per raccontare di amore, umanità e bellezza.

«Il mio primo contatto con la magia avviene da piccolissimo tramite mio padre, anche lui appassionato di magia. Mi portava in un club e da lì è nata la passione per questo mondo. Ho iniziato con i giochi di prestigio e negli anni ho perfezionato il mio stile avvicinandomi alla musica per un’espressione più scenica. Nel ‘99 sono arrivato alla soluzione delle ombre, forse la forma di spettacolo che più si avvicina alla mia personalità».

Davanti a uno sfondo di luna piena ricreata da un proiettore, le mani intagliano la luce plasmando le ombre che appaiono in modi sempre nuovi: dai grandi animali quali la giraffa e l’elefante alle forme più particolari del ragno e del coccodrillo.

Non solo rimandi al mondo animale.

Un susseguirsi di neri su bianchi di alcuni personaggi pescati dalla memoria collettiva come “E.T. l’extra terrestre” direttamente dal film di Spielberg, Pavarotti, Elvis Presley, John Lennon, Arnold Schwarzenegger, Luciano Pavarotti, John Wayne e Alfred Hitchcock.

«Amo lo spettacolo costruito con oggetti semplici, proprio come le ombre che, dopotutto, sono fatte da una fonte di luce e dalle mani».

«Anche la sand art è basata sulla semplicità: si ottiene con una luce su un tavolo luminoso, sabbia e mani».

Un capitolo di magia che inizia e termina con l’immagine del cosmo, attraversando il tempo e lo spazio per raccontare la storia dell’umanità in forme semplici e mutevoli, con un accento particolare sull’amore.

Quella sabbia che ci ricorda tanto i granelli del tempo che scivolano tra le dita.

«Tutto lo spettacolo è basato su pochi elementi, compresa la kermesse dei mimi fatta con un panno di feltro forato con cui ci gioco facendo tantissimi cappelli e ricreando un personaggio dietro l’altro».

Dai pirati dei Caraibi e i protagonisti dei saloon western alle caricature dei personaggi più comuni finendo per interpretare il giocoliere inesperto colpito da una pallina invisibile evocata dalla musica.

 

«Dopo alcuni circhi in Italia ho fatto un tour in Brasile di quattro mesi ‘Il Florilegio’ della famiglia Togni. Con il Cirque du Solei ho fatto una consulenza artistica per uno spettacolo dal titolo ‘Equilibrium’ che si sarebbe dovuto fare in Africa. Si trattava di un numero sui segni dello zodiaco basato sulle ombre cinesi per raccontare la storia di due tribù che da amiche diventano nemiche, con un’attenzione particolare su un momento preciso, la risoluzione raccontata con toni poetici».

Con le ombre Oscar Strizzi ha omaggiato il lavoro artistico del regista David Linch in occasione del Lucca Film Festival.

«Venni ingaggiato per fare un lavoro sul regista, allora iniziai a vedere tutti i suoi film studiandoli uno per uno. Montai un numero legando le citazioni più importanti dei suoi film in un discorso fluido e il regista, presente alla manifestazione, è rimasto letteralmente colpito. La cosa bella è che dopo due anni ha ripreso la serie di Twin Peaks».

Prossimo appuntamento con la magia di Oscar Strizzi il 10 gennaio a Fabriano, nelle Marche.

Intanto continua l’iniziativa “Teatro in Famiglia” con altri due appuntamenti sempre alle ore 18.00: il 26 gennaio 2020 con “Giufà, un viaggio per conoscere, per capire, per crescere” del Centro Studi Artistici; il 22 marzo 2020 con “La gazza ladra” ispirato all’opera di Luzzati e alle musiche di Rossini.

 

Ph del Teatro Mandanici


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