Presentazione dell’antologia “LIBONOTO” a cura di Nicoletta Perrone e mostra fotografica a cura di Alessandro Mancuso sul tema “Haratin: gli invisibili del Sahara.
Scritto da Redazione il 17 Maggio 2025
Appuntamento con i versi di Nicoletta Perrone e gli scatti di Alessandro Mancuso, domenica 18 maggio alle 17, nella storica cornice del piano nobile di Palazzo D’Amico, a Milazzo. Un’occasione per un viaggio emozionale tra poesia e fotografia. “Libonoto” è il titolo dell’antologia che sarà presentata da Mariella Di Giovanni che intervisterà Nicoletta Perrone, autrice della sezione “Pensieri sparsi”. “Haratin: gli invisibili del Sahara.

Appunti per un racconto fotografico tra storia e identità sociale” è il tema della mostra fotografica di Alessandro Mancuso che sarà presentato da Pasqualino Timpone. Immagini fotografiche e letture poetiche, a cura di Francesco Coglitore, saranno al centro di un pomeriggio dedicato all’arte nelle sue diverse espressioni. Un’opportunità per dialogare con Alessandro Mancuso e Nicoletta Perrone su temi d’attualità, emozioni, storie d’amore e di riscatto. Sarà occasione di confronto la poesia come strumento terapeutico ma anche come momento di riflessione sui luoghi, il mistero, la donna, l’amore e la gioia, pilastri dell’antologia “Libonoto” la cui prefazione porta le firme di Giuseppe Aletti, Alessandro Quasimodo, Francesco Gazzè e Alfredo Rapetti Mogol. La selezione di fotografie di Alessandro Mancuso deriva da alcuni reportage condotti in villaggi rurali dell’Africa subsahariana, in particolare a Nimjat, in Mauritania. Al centro del lavoro c’è un gruppo sociale ancora poco conosciuto ma fondamentale per comprendere il tema della “schiavitù per nascita” in Mauritania, quella degli Haratin. Gli Haratin non sono un residuo del passato, ma uno specchio deformante del presente. Le contraddizioni tra dichiarazioni di abolizione e realtà sociale, tra Islam e diritti umani, tra democrazia e razzismo sistemico, sono incise nei loro corpi e nelle loro storie. Renderli visibili non basta: occorre ascoltarli, riconoscerli, e rimuovere le fondamenta istituzionali della loro esclusione.
