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Al cinema Chazelle di LaLaLand con un film su Armstrong

Written by on 26 Novembre 2018

Si trova nelle sale da ormai quasi un mese, è stato in competizione per il Leone d’Oro al miglior film, durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, a Venezia, e vanta un ventaglio di attori mozzafiato, tra cui spicca Ryan Gosling, che qui torna ad essere diretto da Damien Chazelle, come fu con La La Land, film che gli permise di portarsi a casa un bottino pieno di Oscar, nel 2017.
In questa pellicola distribuita da Universal, Gosling non fa però coppia con Emma Stone, come fu con LaLaLand, ma è bensì affiancato da Claire Foy, attrice che sta spiccando il volo in questo preciso istante: il suo volto angelico è esposto in primo piano sulla bacheca principale di Netflix, con la SerieTv ‘The Crown’ in cui interpreta e vive le vicende della regina Elisabetta II.
Stiamo parlando di First Man, film biografico che narra la vita di Neil Armstrong e racconta le vicende precedenti alla missione Apollo 11.
‘Un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’Umanità’. Un’altra frase, un’altra sequenza di parole che verrà ricordata da quel momento, per sempre.
First Man è oggettivamente un ottimo film, riceve plausi anche dalla critica più severa. Probabilmente a fare breccia nel cuore dello spettatore è il lato umano di un essere che non è stato risparmiato dalla sofferenza ma che ha saputo gestirla per ricevere dalla vita quello che serve a realizzare i propri sogni e vedere divenire realtà le proprie ambizioni.
Non il primo film ambientato nei corridoi nella NASA, ricorderemo tutti Apollo 13 e la celebre frase ‘Houston we have a problem’.  Apollo 13 doveva essere la terza missione a far sbarcare l’uomo sulla Luna, ma divenne celebre per il guasto che impedì l’allunaggio e rese difficoltoso il rientro sulla Terra.
Ebbene la frase che fu davvero pronunciata non è quella che oggi tutti ricordiamo ma bensì:  ‘Okay Houston, We’ve Had a Problem here’, e non fu pronunciata da Lovell come avviene nella famosissima pellicola ‘Apollo 13’, ma da Jack Swigert.
Off Topic: Ascoltando la registrazione originale possiamo sentire bene quale è stato il problema che l’Apollo 13 stava comunicando alla NASA. Infatti Swigert dice qualcosa che sembra essere ‘we’ve had a main B bus undervolt’ problema, questo del B bus undervolt in cui sarebbe meglio che nessuno di noi incappi, dato che causò il danneggiamento di molti equipaggiamenti sulla navicella, venne ridotta notevolmente la disponibilità di energia elettrica e di ossigeno, e venne organizzato un rientro sulla Terra dopo numerosissime difficoltà stabilendo due record, tutt’oggi imbattuti: durante l’Apollo 13 venne raggiunta la massima distanza di un essere umano dalla Terra, e, sempre durante l’Apollo 13, venne registrato il blackout radio più lungo del programma Apollo, durante il quale la NASA, così come tutta l’Umanità, non ebbe la più pallida idea di dove fossero andati a finire i tre astronauti. Cosa direbbe Armstrong dinnanzi a tutto ciò? ‘Un piccolo errore per un uomo, ma un grande passo per l’Umanità’.


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