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Run-DMC, caso riaperto dopo 18 anni. Due arresti per l’omicidio di Jam Master Jay

Scritto da il 19 Agosto 2020

L’omicidio di Jam Master Jay al secolo Jason Mizell potrebbe subire una svolta dopo 18 lunghi anni. Due arresti sono stati effettuati per l’omicidio avvenuto nel 2002 quando il noto Dj della band rap Run DMC si trovava nel suo studio di registrazione nel Queens, Stato di New York. Il procuratore Seth D. DuCharme in conferenza stampa: “Questo è un caso di omicidio rimasto irrisolto per quasi due decenni”, ha aggiunto, “oggi iniziamo ad avere risposte su chi ha ucciso Jason Mizell e perché”.

La svolta nelle indagini sul delitto di uno degli artisti hip hop più influenti di tutti i tempi, come spiega la Cnn, è arrivata dopo quasi 18 anni: per il delitto di Jam Master Jay il procuratore degli Stati Uniti per il distretto orientale di New York ha deciso di incriminare Karl Jordan Jr. e Ronald Washington: i due avrebbero cospirato per uccidere il dj come rappresaglia per una questione di droga.

In particolare, da quanto ricostruito, Jam Master Jay tra il 1996 e il 2002 sarebbe stato coinvolto in un traffico di cocaina, un’attività portata avanti parallelamente alla carriera musicale.

Nel luglio 2002, il musicista avrebbe acquistato circa 10 chilogrammi di cocaina, che avrebbe dovuto essere distribuita da Washington, Jordan e altri. Secondo l’accusa il movente sarebbe da ricercare nella decisione di escludere Washington dall’affare. A quel punto Washington e Jordan avrebbero deciso di ucciderlo, sorprendendo il dj all’interno dello studio di registrazione dove armati, il 30 ottobre 2002 avrebbero aperto il fuoco. A sparare il colpo fatale sarebbe stato Jordan, 36 anni, arrestato nella giornata è stato arrestato. Washington, 56 anni, è in custodia federale e sarà accusato in un secondo momento, hanno detto i pubblici ministeri.

Sempre durante la conferenza stampa il procuratore ha confermato l’intenzione delle forze dell’ordine di risolvere il cold case. «Era importante per noi allora e rimane estremamente importante per noi ora fare giustizia per la vittima, la sua famiglia, gli amici e la comunità che si è preoccupata così tanto di quegli eventi».


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