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Sicilia, si dimette Bernadette Grasso. Ora nel governo Musumeci nessuna donna e nessun rappresentante messinese

Scritto da il 30 Dicembre 2020

La richiesta di Forza Italia di modifica dell’assetto assessoriale, perché “ci sono province che devono avere la possibilità di essere rappresentate in giunta” si è conclusa con le dimissioni di Bernadette Grasso e Edy Bandiera che verranno protocollate non appena il governatore avrà incasellato i due nomi che Forza Italia indicherà per formalizzare il passaggio di consegne. Così la provincia di Messina perde l’unico rappresentante e anche l’unica quota rosa del governo Musumeci. “Il territorio della provincia di Messina non ha perso il suo punto di riferimento; lo ha semmai rafforzato, perché la sottoscritta, come ho già detto, continuerà a farsi portatrice delle esigenze e delle istanze del territorio provinciale e non solo” scrive in un lungo post pubblicato su Facebook la Grasso che è già stata scelta per guidare Forza Italia nella provincia di Messina.

Il 28 Dicembre nel corso della riunione della giunta i due uscenti hanno consegnato le chiavi dei loro assessorati al governatore Musumeci. Ad entrare sono gli “azzurri” di Trapani e Agrigento: Toni Scilla, imprenditore di Mazara del Vallo e commissario provinciale del partito a Trapani; Marco Zambuto, ex sindaco di Agrigento. In una prima fase si era ventilato l’ingresso di Maria Antonietta Testone, ex assessore comunale a Sciacca, coordinatrice regionale delle donne in Forza Italia.

La totale assenza della presenza femminile nella riformata giunta ha sollevato non poche polemiche. All’attacco anche la Cgil: «Dopo non avere fatto niente per promuovere l’occupazione femminile e per un welfare che rispondesse ai bisogni e garantisse i diritti di cittadinanza delle donne, il governo Musumeci si appresta ora a varare una Giunta regionale tutta al maschile. Un atto becero che segnerebbe la conferma di un esecutivo per il quale la parità di genere e i diritti delle donne vengono all’ultimo posto e sono perloppiù solo vuoti titoli». Lo dice Mimma Argurio, segretaria regionale Cgil, in riferimento al prossimo rimpasto di governo che escluderebbe dalla Giunta le donne. «Ci sono atti – aggiunge Argurio – che sono più che simboli: una Giunta regionale che già contava una sola donna, senza rappresentanza femminile potrà solo esacerbare il suo tratto maschilista, impedendo ancora una volta alle donne di dare il loro contributo alla ripresa della Sicilia e di potere dispiegare le loro potenzialità affermando i diritti di tutte le donne».


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