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Teatro Mandanici. “La Tempesta” scuote la platea tra voci fuori campo e acqua che invade il palco. Il capolavoro di Shakespeare per la regia di andò ha “immerso” il pubblico in una storia di sempre

Scritto da il 1 Dicembre 2019

Al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto ieri tanti gli applausi fuori scena, fino al lunghissimo applauso finale, per “La tempesta” di Roberto Andò. Ma prima dell’inizio dello spettacolo, nel giorno di lutto cittadino, il Teatro e la città – con le parole del segretario generale del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, Lucio Catania – hanno ricordato con un sentito momento di silenzio e un battimani sommesso le cinque vittime dell’esplosione nella fabbrica di fuochi pirotecnici che ha avuto luogo lo scorso 20 novembre.

E poi ecco l’opera in scena, annunciata da un affastellarsi di voci fuori campo, qualcuna lontana, qualcuna vicina, tra parole che si distinguono appena e significati che esplodono alla coscienza, e un velo d’acqua che si gonfia tra i piedi degli attori, rumoreggiando ad ogni passo, ogni passo un po’ di più.

Storia di ieri, ma anche di oggi e, probabilmente, di domani, questa “Tempesta” ruota attorno all’immenso Renato Carpentieri, allo stesso tempo sul palco e nella vita di ciascuno degli spettatori, mentre racconta, “vive”, progetta, scompare, e tutt’attorno a lui si muovono spiriti e prodigi, sentimenti e fantasie, uomini e paradigmi. È un sistema a incastro, condotto dalla guida visionaria di Andò, che fa “volare” letti e scorrere camere, e fa parlare il Mediterraneo con mille accenti, a narrare tragedie della vendetta e naufragi dell’anima grazie ad un cast che è così dentro l’antico testo da trasportarlo ai nostri giorni, per la sola via dell’interpretazione e delle suggestioni. In scena con Carpentieri – Prospero, tutti hanno meritato applausi a piene mani: Giulia Andò, Filippo Luna, Vincenzo Pirrotta, Paolo Briguglia, Gianni Salvo, Paride Benassai Francesco Villano.

In questa sontuosa produzione del Teatro Biondo di Palermo (traduzione di Nadia Fusini, adattamento di Roberto Andò e Nadia Fusini,  scena di Gianni Carluccio, costumi di Daniela Cernigliaro, musiche originali di Franco Piersanti, flautista Roberto Fabbriciani, suono Hubert Westkemper, light designer Angelo Linzalata) il pubblico del Teatro Mandanici si è immerso, battuta dopo battuta, quadro dopo quadro, reagendo con calore, partecipazione ed emozioni alle sensazioni suscitate da uno spettacolo di grande prosa in cui ogni figura e ogni oggetto e ogni momento sono risultati necessari e irrinunciabili.

Ed ora è attesa per il prossimo appuntamento nel teatro di Barcellona Pozzo di Gotto: il 21 dicembre alle ore 21 al “Mandanici” arriva “La macchina della felicità” di e con Flavio Insinna, un gioco comico e intelligente che strappa risate facendo riflettere su noi stessi e la nostra quotidianità.


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