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“U Catalettu”, numeri da record per il Carnevale Storico Luciese

Scritto da il 26 Febbraio 2020

Tre giorni di festa con migliaia di presenze. È questo il Carnevale Storico Luciese, organizzato dall’associazione turistico culturale “Blog del Mela” con il patrocinio del Comune che anche quest’anno ha registrato numeri da record. Ad attirare l’attenzione dei visitatori arrivati da tutta la Sicilia, una sfilata unica nel panorama dei carnevali italiani che ha per protagonista la Moto Ape, completamente trasformata in fantasiosa opera allegorico-grottesca: quest’anno ben sette le creazioni in concorso, con figuranti grandi e piccoli al seguito del coloratissimo e divertente corteo che ha attraversato la città. Inoltre, gli organizzatori hanno stretto un accordo con il Carnevale di Acireale, che nel 2021 ospiterà nella propria sfilata inaugurale la Moto Ape vincitrice di questa edizione. A fare da cornice alle sfilate luciesi, sagre di prodotti tipici, artisti di strada e tanto divertimento: a far ballare la piazza, l’immancabile dj set con Steno P, Ordile e Scionty, la musica di Luciano Fraita, le sonorità tradizionali del gruppo folk Coppola Nera e, in chiusura del martedì grasso, il concerto di Cecilia Gayle accompagnata sul palco da Tino Ruggeri e le sue ballerine.

A rendere così speciale il Carnevale di Santa Lucia del Mela, ormai uno dei più noti e apprezzati a livello regionale, c’è la maschera storica “U Catalettu”, che il martedì grasso rievoca il rito antichissimo del funerale, della morte simbolica e del rogo di re Carnevale. Risalente al ’500, “U Catalettu” è uno dei momenti più attesi ed è diventato oggetto di ricerca di antropologi e altri studiosi, come quelli della “Fondazione Buttitta” di Palermo, ospiti quest’anno. Per il suo valore, ha meritato l’iscrizione al Reis, il Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana, che salvaguarda secondo la convenzione Unesco il patrimonio culturale di cui le comunità sono custodi.

I visitatori hanno potuto assistere così al suggestivo corteo funebre di Carnevale, che il martedì grasso dopo aver mangiato e bevuto a dismisura viene accompagnato dai “babbaluci” incappucciati e dagli strepiti delle “cianci mottu” sino allo scoppiettante rogo finale. Il rito, arricchito dai musicisti della Banda “Michele Randisi”, scherzosamente prestati alla “Funeral Marching Band”, è stato riproposto anche quest’anno rispettando una lunga tradizione, tramandata oralmente e raccontata da documenti d’archivio. Rientra in questa tradizione anche “U Spusaliziu”, il finto matrimonio con il tipico scambio di ruoli messo in scena la domenica di Carnevale a cura del “Piccolo Teatro”.

A completare l’evento, la mostra dedicata al Carnevale storico a cura del fotografo Antonio Spadaro. Protagonisti anche i più piccoli, impegnati con un laboratorio creativo con materiali di riciclo, durante il quale sono stati prodotti i lavori che hanno riempito Piazza Milite Ignoto nei tre giorni della festa. Una festa sostenuta dalle attività commerciali luciesi e da tantissimi volontari, e che si nutre dell’entusiasmo e della partecipazione attiva di tutta la comunità.


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