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Woman’s Flowers. Non è vero che le panchine rosse non servono a nulla

Scritto da il 18 Novembre 2019

Ogni anno in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulla donna fioriscono panchine rosse e campagne di sensibilizzazione avviate su più livelli: liberi cittadini, associazioni, giornalisti e attivisti in generale si mobilitano affinché venga lasciato un simbolo. Si cerca di coinvolgere le nuove generazioni attraverso le scuole e si tende ad analizzare e diffondere la piaga sociale anche attraverso le arti.

Parallelo a tutto questo, le opinioni dure a morire.

A che c..o serve una panchina rossa? Ecco che ricominciano i convegni noioso. Che p…e, mia moglie/la mia amica vuole andarci. Se le donne non lo permettessero non succederebbe [detto anche dalle donne]. È colpa delle donne, di quella gonna troppo rossa. Le donne ne sanno una più del diavolo, ovvio che poi… [detto anche dalle donne]. Ancora panchine rosse a macchiare l’estetica delle piazze. Ecc.

E io vi racconto la storia di Claudia.

Che ha 16 anni e crede nell’amore. E crede che per amare davvero bisogna farlo da morire. Quando il più bello della scuola le chiede di uscire sente le farfalle allo stomaco. Il primo bacio è magico, davanti al tramonto. Con lui, il primo rapporto intimo. Ma il sangue non esce. Che significa? Hai mentito. Claudia lo convince, gli invia i link su Whats’app. Con lui inizia a far tardi la sera. Ai genitori piace: non beve, non fuma, figlio di avvocati, il più bravo della classe, forse della scuola. Claudia balla da quando aveva tre anni e suona la tromba in una band. È l’unica donna, mica ci aveva fatto caso. Inizia a notarlo il giorno in cui lui rimane a fissarla dall’altra parte del vetro della sala prove per riportarla a casa, come si fa con le cose preziose. Se ne accorge davvero quando lascia la band. Essere donna non è poi tanto bello. Pensa a sua madre che ha mollato il canto per l’amore dei figli. Forse si è donne con la rinuncia, con un uomo e con i figli. Quando guarda la tromba iniziano a morire le prime farfalle, quelle che si agitavano sempre. Una sera lui la prende a schiaffi. Poi si scusa. É il sintomo di un amore incontenibile – le dice – se si ama da morire è così. Mica si ragiona. E intanto perde il controllo sempre di più. Si scusa sempre, alla fine. Piange. È il troppo amore. Claudia si sente in colpa. Se fosse stata perfetta, lui non avrebbe perso il controllo. Le poche farfalle sopravvissute si agitano in modo diverso. Claudia ha paura. A volte scappa ma poi è peggio. Lui la trascina per i capelli davanti a tutti, le sputa addosso, le grida puttana. E il mondo si ferma. Si ferma davvero perché tutti rimangono a guardare senza muoversi. Qualcuno ride. Claudia prova vergogna di sé e del suo corpo. Lascia la danza. Non può più muovere un corpo con un’anima che sanguina. Un giorno lui la porta in campagna. Claudia aveva salutato il vicino con un sorriso senza farci caso. Tradimento, dice lui. La spinge per terra e la prende a calci. La insulta. La colpisce ai fianchi altrimenti se ne accorgono tutti. A un certo punto si eccita. La violenta. Claudia è sua e di nessun altro. Muoiono tutte le farfalle. Sfinito la riporta a casa. In auto le dice che se l’è cercata, che deve imparare ad essere una brava ragazza. Lei ha il viso stravolto. I genitori intuiscono un litigio ma sono cose da ragazzi, devono risolverla da soli. Zoppica ma non se ne accorgono. Il giorno dopo Claudia va al consultorio e zoppica ancora. La guardano tutti e lei si sente sporca. Le chiedono se vuole esporre denuncia. Lei dice di no. Le prescrivono la pillola.

Monforte Marina 11.09.2018 – Antonella Saracino, presidente dell’Accademia Cube Art e la senatrice Barbara Floridia

Un convegno, una panchina rossa o la campagna di Radio Milazzo Woman’s Flowers non possono salvare la Claudia di turno.

Ma possono evitare che il mondo si fermi davanti alla violenza.

Perché parlare dei temi più scomodi della nostra società apre la testa, gli occhi e anche il cuore. Si impara a leggere nell’altro, a intervenire, ad accoglierlo e a far rete.

Parco Urbano Maggiore La Rosa, Barcellona P.G. Evento organizzato dalla F.I.D.A.P.A. Pres. Ilaria Cammaroto – Ph giorn. Alfredo Anselmo

A metà febbraio 2019 la polizia di Capo d’Orlando è stata contattata dai docenti di un istituto scolastico preoccupati dagli atteggiamenti anomali della studentessa quindicenne che, da un po’, arrivava accompagnata in auto da un uomo e non prendeva più il pullman. Avviate le indagini sommerse, è stato scoperto che l’uomo, un 59 enne di Milazzo ma residente a Rocca, con la scusa di essere un amico di famiglia e di fare lo stesso tragitto, portava la giovane a scuola facendo tappa in un casolare e approfittando di lei, essendo affetta da problemi cognitivi.

L’uomo, avrebbe detto poi agli agenti, ha più volte minacciato la giovane affinché non parlasse.

È solo grazie alle insegnanti dell’istituto orlandino se le violenze sono cessate.

Venetico Marina 13.10.2018 iniziativa della Dott.ssa Tania Barbato in memoria di Laura (uccisa dal padre) a Giordana (dal compagno)

Un altro caso si è svolto a Messina.

Una donna picchiata dal marito è stata salvata dalla madre e dalla sorella che hanno sporto denuncia. L’uomo è stato colto in flagranza di reato.

Non tutte le donne che vivono la violenza quotidianamente riescono a denunciare se prima non se ne distaccano almeno un po’.

Quindi sì alle panchine rosse per ricordare le donne che non ci sono più e sì alle campagne di sensibilizzazione. Agli interventi esterni e alle segnalazioni.

Sì alle citazioni, sì ai dibattiti.

Venetico Superiore. Stessa iniziativa di Venetico Marina

Woman’s Flowers nasce proprio per parlare di violenza raccontando anche di storie immaginarie, che poi tanto immaginarie non lo sono mai, portando il tema nella testa di tutti.

Noi non siamo il sesso debole né una categoria da proteggere e se usiamo il termine femminile in qualità di aggettivo non è per definirci individui di un comparto separato e fragile ma come uno slancio per spogliarci dell’antico retaggio duro a morire.

Perché puoi calpestare un fiore ma ce ne sarà sempre un altro pronto a rivolgersi al sole.

Scrivetemi, osservate ciò che accade intorno a voi e condividete con noi le vostre opinioni. Le pubblicheremo anche in forma anonima.

L’importante è parlarne sempre.

Email: valentinadisalvo@live.it

Oppure commentate sui nostri canali social.

L’iniziativa sarà visibile tutto il mese e attiva sempre.


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