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XIX Giornata del Contemporaneo. QUATTROpiùQUATTRO: dialoghi, scambi e confronti al Museo Epicentro di Gala

Scritto da il 8 Ottobre 2023

Ieri pomeriggio, sabato 7 ottobre 2023, è stata presentata la Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea QUATTROpiùQUATTRO al Museo Epicentro di Gala, frazione di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), organizzata da Amaci, nella XIX giornata del Contemporaneo. Tra il folto pubblico della manifestazione, presenti giornalisti, artisti e appassionati d’arte.

Dopo i saluti dei fondatori del Museo, gli artisti Nino Abbate e Salva Mostaccio, è intervenuto l’artista Alessandro Maio, in rappresentanza degli artisti che hanno partecipato alla rassegna. Interessante l’intervento della storica dell’arte Valentina Certo, che ha relazionato sulla rassegna e sulle opere degli artisti italiani e stranieri, intrattenendo un dialogo con i presenti per introdurli nel significato delle opere della rassegna.

Cosi scrive la storica dell’arte Valentina Certo. “La collezione di QUATTROpiùQUATTRO, infatti, non è mai statica, si ingrandisce e si evolve grazie a nuove acquisizioni, donazioni e progetti. Attualmente sono più di mille gli artisti che si sono cimentati, negli anni, in maniera originale e variegata con stili, materiali e tecniche personali. Ogni artista ha avuto quindi la libertà di esprimersi in base al proprio stile, la propria visione e ricerca artistica. Artisti che si sono incontrati in nome di un progetto comune e in nome dell’arte. Questi incontri hanno dato vita a veri e propri scambi culturali, artistici e stilistici e sono stati motivo di crescita e arricchimento”.

La mostra QUATTROpiùQUATTRO, come già detto inserita tra gli eventi della XIX Giornata del Contemporaneo, nasce come un dialogo, un confronto diretto tra linguaggi di artisti provenienti dall’Italia e da diverse parti del mondo.

In mostra: Anna Boschi (Italia), Alessandro Maio (Italia), Stello Quartarone (Italia), Siham Sabagh (Colombia), Shin Ryang Seob (Corea del Sud), Abril Sigle (Argentina), Bang Su-Koung (Corea del Sud), Enzo Tardia (Italia). QUATTRO artisti di svariate regioni d’Italia come Boschi, Maio, Quartarone, Tardi e QUATTRO ARTISTI come Sabagh, Ryang Seob, Sigle e Su-Koung provenienti dalla Colombia, dall’Argentina e dalla Corea del Sud.

Stili diversi ma complementari che si uniscono in un’esposizione internazionale e si confrontano con la realizzazione di opere dello stesso formato: cm 30×30.

La mostra voluta da Nino Abbate affronta molteplici linguaggi d’arte e indaga lo status dell’arte contemporanea degli ultimi anni, attraverso opere realizzate con tecniche e materiali diversi: fotografia, pittura, scultura.

Anna Boschi, artista bolognese, presenta l’opera “Stone pages”, realizzata con pagine di pietra e ci porta in viaggio nell’arte verbo-visiva. “Stone pages” segue il filone della poesia visiva ma spazia in territori del tutto inediti grazie alla potenza della materia e di materiali come il ferro e la pietra. L’opera segue la relazione dialettica e inscindibile di parola e pittura – quindi di parola e immagine – e si riappropria di un linguaggio visivo che con il colore, le forme, i segni calligrafici, si esprime nella durevolezza della pietra.

L’opera di Alessandro Maio, “Dal vuoto quantitativo”, realizzata con smalti su terracotta, riflette simbolicamente quel repertorio intimo e spirituale che caratterizza la sua arte. Con colori puri, segni incisivi, vortici, e linee, l’artista siciliano raffigura quel vuoto primordiale e iniziale da cui tutto ha origine: la storia di ognuno e la storia dell’artista. Entrambe seguono un’alchimia perfetta in divenire che dal particolare porta all’universale. “Dal vuoto quantitativo” è un’opera che, grazie al gesto istintivo, le forme e i colori sapientemente utilizzati, invita a meditare sul concetto opposto di contenuto e superficie.

Stello Quartarone è un artista poliedrico e dalle mille sfaccettature. Da decenni esprime la sua eccentrica personalità e racconta il suo mondo, lavorando in maniera incessante, grazie a una concezione dell’arte totalizzante che invade ogni ambito del quotidiano e della vita stessa. Nell’opera “Senza titolo”, realizzata con tecnica mista, il messinese Quartarone privilegia il filone espressionista, sperimentando con diversi materiali e linguaggi e creando una piccola installazione che somiglia alle antiche tavolette votive, fruibile da entrambi i lati. Ecco che: se da un lato l’artista ricorda se stesso e la ricerca personale, dall’altro un’esplosione di vita pervade l’intero campo, con colori accesi che richiamano quella pulsione primitiva e primordiale, propria dell’arte libera da ogni preconcetto e da ogni schema.

 

Enzo Tardia partecipa alla rassegna internazionale di arte contemporanea QUATTROpiùQUATTRO, con una mattonella in cotto dal titolo evocativo “Poseidone”. Forme essenziali, colori accesi e luminosi raccontano la Sicilia: la Sicilia prorompente quanto un vulcano dove il tempo scorre veloce e la Sicilia immutata delle meraviglie, dove il tempo scorre lento, abbagliati dal sole e dalla storia millenaria. L’artista trapanese, dotato di acuta sensibilità, porta la forma all’essenziale, nell’astrazione più pura che si tramuta in linee concrete da cui nascono nuovi e fantasiosi mondi. Attraverso un’alternanza di colori, linee e geometrie, mette in scena il mitico Poseidone, divinità conturbante del mare e dei maremoti che regna sulle acque.

Siham Sabagh, dalla Colombia, con la sua “Inocencia” realizzata con tecnica mista, come la maggior parte dei suoi variegati lavori, trascina chi guarda in un universo emozionale colorato e vorticoso. Colori vibranti accesi si diramano in forme simboliche, astratte ed essenziali che avvicinano l’opera alla parte più spirituale, e intima dell’artista. “Inocencia” è la forza creatrice di Siham che, con un colore ricco di allegorie, racconta un vissuto passionale e travolgente.

Shin Ryang Seob, dalla Corea del Sud, partecipa alla rassegna QUATTROpiùQUATTRO con una fotografia elaborata digitalmente dal titolo “Soundscape_Map”. Un’opera dal linguaggio quasi mistico, delicata e allo stesso tempo penetrante, da osservare con meticolosità per la dovizia di particolari. In “Soundscape_Map” trame lievi si diramano sottili nel piccolo supporto di 30×30 cm, creando forme in movimento dai colori caleidoscopici. L’artista realizza l’illusione di un paesaggio che si trasforma e si svela agli occhi di chi guarda, dissolvendosi, amalgamandosi e scomponendosi in piccole unità: sembra di poter cogliere la musica dell’opera e di questo paesaggio. Un paesaggio dell’anima.

Abril Sigle, dall’Argentina, espone “Nello Sciame”, un’opera fotografica elaborata digitalmente che riflette i rapporti delicati tra la natura e l’uomo, in un momento critico e complesso come quello della pandemia causata dal virus SarsCov2. L’incuria e la violenza con cui l’uomo si rivolge alla natura, ha restituito un clima di caos che si staglia sul mondo con energica forza e che potrebbe essere fatale. L’arte di Abril Sigle, dal forte valore etico e morale, invita alla riflessione e a una decisiva presa di coscienza e di consapevolezza. “Nello Sciame” è un’opera vigorosa, forte, tagliente.

Bang Su-Koung, dalla Corea del Sud, con la fotografia elaborata digitalmente “The spot”, si sofferma sul rapporto tra l’uomo, l’arte e la scienza nella società attuale. L’opera è molto introspettiva e guarda con disincanto la realtà di ogni giorno, i suoi fenomeni, i cambiamenti e le imperfezioni che caratterizzano il mondo contemporaneo. “The spot”, in un clima complesso di instabilità e incertezza verso il futuro, svela le difficoltà dell’uomo contemporaneo e il rapporto che sia oggi che nei secoli passati ha avuto col mondo scientifico. La scienza oggi costruisce un mondo fantastico, occupando il posto che nei tempi antichi era appannaggio della magia e degli incantesimi. Questi ultimi riuscivano a contrastare i disastri naturale e le pestilenze, calmando il clima di ansia che avvolgeva la gente.

QUATTROpiùQUATTRO si configura come una rassegna internazionale di arte contemporanea; un momento di riflessione culturale sulla società e sui linguaggi attuali; un confronto identitario tra artisti; uno scambio di stile, esperienze e ricerche e un dialogo dell’arte con chi, con occhi meravigliati, osserva la bellezza, l’originalità, la forza creatrice di ogni singola opera, in una location d’eccezione come il Museo Epicentro.


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