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112 anni dal terremoto che distrusse Messina e Reggio Calabria

Scritto da il 28 Dicembre 2020

Il 28 Dicembre del 1908 alle 5:20 del mattino un fortissimo sisma di magnitudo 7,1 Mw (XI scala Mercalli) e uno tsunami, con onde alte fino a 13 metri spazzavano via le città di Messina e Reggio Calabria in appena 40 secondi. Con un totale di 120mila vittime, resta uno degli eventi più tragici vissuti dal nostro Paese.

Nella notte di 112 anni un terribile boato alle prime luci dell’alba svegliò Messina e Reggio Calabria. Il terremoto prima e lo tsunami qualche ora dopo rasero al suolo le due città. Il solo maremoto distruggeva il 90% degli edifici, tanto da rendere necessario negli anni a seguire la ricostruzione totale di alcune città. Il bilancio delle vittime fu gravissimo, peggiorato dal ritardo nell’arrivo dei soccorsi. Messina, che all’epoca contava circa 140mila abitanti, ne perse 80mila, e Reggio Calabria registrò 15mila morti su una popolazione di 45mila persone. Contando anche le vittime della provincia, si raggiunse la cifra di 120mila morti, 80mila in Sicilia e 40mila in Calabria. La coda del terremoto fu lunga: le scosse si susseguirono nei mesi successivi fino a marzo 1909. Nei comuni colpiti le persone morirono senza distinzioni: a Messina persero la vita tre deputati e metà del consiglio comunale, oltre che tre quarti degli agenti di polizia. Crollò completamente l’Ospedale Civico: su circa 200 tra pazienti, medici e infermieri, sopravvissero solo in 11.

Passeggiate di beneficenza

Il catastrofico evento ebbe per però una vasta eco nel Regno e in Europa. Si crearono centinaia di comitati spontanei per portare soccorsi, sia in denaro sia in generi di prima necessità. In molte città e paesi del regno, nelle prime settimane del 1909, furono organizzate le cosiddette “passeggiate di beneficenza”, raccolte di fondi, lotterie, spettacoli teatrali per raccogliere denaro. Le città più vicine, come Catania e Siracusa, ospitarono nei propri ospedali, ma anche nelle scuole e nelle case private, centinaia di feriti. Furono in molti, personaggi noti e persone comuni, a partire alla volta di Messina per prestare il loro aiuto. Il 29 dicembre navi russe e inglesi accorsero per aiutare i superstiti, giungendo prima dei rinforzi italiani. Nelle settimane successive si mobilitarono anche unità da guerra francesi, tedesche, spagnole, greche e di altre nazionalità. Anche l’allora presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt, convocò d’urgenza il Congresso che all’unanimità decise di stanziare 50 mila dollari dollari e di mandare 16 navi della flotta americana nelle zone terremotate.


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