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‘Il destino di un amore’ di Calderone e Spagnolo al Fotogramma d’Oro: “Basta stalker, non abbiamo inteso cosa sia l’amore”

Scritto da il 28 Maggio 2019

Anche l’amore è stato presentato alla 51esima edizione del ‘Fotogramma d’Oro’, punto di riferimento internazionale nel settore dei cortometraggi indipendenti, organizzato dalla F.N.C., Federazione Nazionale Cinevideoautori e presieduta dal Direttore Artistico Francesco Coglitore.

Il corto dal titolo “Il destino di un amore” è stato scritto dall’attrice Rosemary Calderone e realizzato con la collaborazione di Francesco Spagnolo e del videomaker Melus Kaye che ha visionato le scene mentre i due debuttanti registi si trovavano sul set.

Riprodotto nella Multisala Apollo di Messina lo scorso venerdì, ha ricevuto diversi apprezzamenti da parte del pubblico, incuriosito dal modo in cui è stata esposta la tematica.

Raccontando la storia sentimentale di Giulia e Simone, il cortometraggio si pone l’obiettivo di ripristinare il concetto d’amore lacerato dal possesso, dall’oppressione e dalla violenza.

Messaggio arrivato pienamente al pubblico grazie anche all’accostamento della tematica del corto all’amore violento, oggetto di un altro lavoro artistico.

Come afferma la stessa regista Rosemary Calderone durante la conferenza stampa avvenuta sulla Nave Telepass: «Ho voluto fortemente partecipare alla manifestazione con un corto sull’amore per dimostrare come l’amore non sia possesso. Amare significa saper lasciare andare, proprio come fa Simone che, pur amando follemente Giulia, si rende conto di quanto lei abbia bisogno di seguire se stessa prima di tutto. Forse un giorno tornerà, forse lui non ci sarà, ma non conta l’epilogo. Ciò che è importante è il modo in cui viviamo l’amore e lo incanaliamo nelle nostre azioni. Basta stalker, basta vittime di violenza. Non abbiamo inteso cosa sia l’amore».

Da tempo l’attrice lotta contro la violenza di genere mettendo a diposizione la sua arte e, principalmente, se stessa.

«La sceneggiatura nasce in un periodo molto particolare e difficile della mia vita – dichiara la regista – iniziando a scrivere il testo, ho scoperto nelle parole un ‘motivo di vita’. Del resto, come amava dire il mio maestro Tonino Zangardi: “In quello che scrivi c’è sempre qualcosa di personale e di vero”».

E in ‘Il destino di un amore’ c’è la lotta personale di Rosemary Calderone, il desiderio di ripristinare l’amore e tanta poesia.

«Cerco di aiutare le vittime di stalking – risponde così, la regista, al Direttore Artistico Francesco Coglitore –. Bisogna avere il coraggio di amare e non di possedere. Possedere è facile, ma chi ti ama vuole il tuo bene e, se necessario, ti lascia andare».

La protagonista del corto, Giulia, è una donna attraversata dal dissidio interiore che, pur amando molto, sente la necessità di realizzare se stessa per poi avvicinarsi all’altro.

Un contrasto vissuto da tante donne e spesso non compreso.

L’amore che ci viene raccontato dalla regista è un sentimento appassionato e maturo, costruito sull’accostamento e non sulla prevaricazione.

La presentatrice della conferenza stampa Noemi Esmeralda David chiede alla regista perché non possiamo amarci da soli, sollevando la questione dell’individualità.

«Certo che possiamo – risponde Rosemary Calderone – e dobbiamo amarci da soli, ma alla base. Il contatto con l’altro è inevitabile, abbiamo sempre bisogno di energia e di condivisione perché non siamo fatti per la solitudine e credo che tutti quanti possiamo essere un esempio».


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