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Il poeta Lorenzo Peritore secondo classificato al Concorso Letterario “Maria Costa” con “Natali”

Scritto da il 18 Dicembre 2018

Sarà consegnato sabato 29 dicembre 2018 alle 16,30 a Gesso (Messina), presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate, il II°Premio del Concorso Letterario “Maria Costa”- Premio di Poesia in Lingua italiana e siciliana, promosso dall’Associazione Rinascita Gesso, al noto poeta dialettale Lorenzo Peritore. Ennesimo riconoscimento per versi in siciliano dedicati al Natale. La Giuria presieduta dalla Margherita Campanella, già Direttrice della Biblioteca Civica di Messina di concerto con il Presidente dell’Associazione “Rinascita Gesso”, Antonio Macrì e il Coordinatore del Premio, Josè Russotti hanno comunicato al poeta licatese di aver ottenuto il secondo posto nella sezione B del Premio –Poesia in lingua e dialetti siciliani. Lo scorso mese Lorenzo Peritore aveva ritirato ad Agrigento il Premio alla Carriera nell’ambito del Premio “Scrittura Creativa 2018” promosso dal Lions Club Agrigento Chiaramonte.

Un’ulteriore soddisfazione per il poeta licatese che negli ultimi anni ha collezionato numerosi premi per i suoi versi e che è autore di due pubblicazioni “Rimaniamo in Rima” (Bonanno Editore) e “Rime di Speranza” (Vitale Edizioni).

Lorenzo Peritore è ormai molto noto in Sicilia per la sua presenza in eventi culturali, non soltanto nella sua città natale Licata, dove è stato ospite fisso degli eventi “Autori in Piazzetta” e “LicatAutori”, ma anche nelle scuole dove viene invitato per far conoscere il dialetto siciliano ai più piccoli. Costante la sua presenza anche come docente al CUSCA, il Centro Universitario Socio Culturale Adulti di Licata, dove tiene delle lezioni durante l’anno accademico. I suoi componimenti sono pieni d’amore ma sono anche di denuncia verso il malcostume. Ma Lorenzo Peritore ha una dote innata per la recitazione, passione che ha coltivato a più riprese nella sua vita, ma anche una grandissima dote quelle di saper essere molto ironico anche nella scrittura narrando storie e personaggi capaci di suscitare risate. Un premio meritato dunque per un licatese che ha saputo abbinare la passione per la poesia, il teatro e la cultura in genere con l’amore per la sua città Licata e per la Sicilia. E’ stato collaboratore anche del quindicinale “La Campana” ed collaboratore del mensile La Vedetta. Opinionista in trasmissioni televisive e ospite fisso nelle rassegne letterarie “Autori in Piazzetta” e “LicatAutori”.

Sta lavorando al suo terzo libro di poesia che potrebbe vedere la luce il prossimo anno.

Di seguito la poesia vincitrice

N A T A L I

 

Dicembri ormai trasia,

Natali stà arrivannu

e tutti quanti i genti

ni stammu priparannu

 

S’accumencinu addumari

tanti luci colorati

supra l’arbula, i barcuna,

ni vitrini e mmenzu i strati

 

Se camini intra u paisi

para tutta nattra cosa

e a genti ca si scontra

si dimostra ciù affettuosa

 

Ni sti festi o me paisi

ni curtuigli e ni vaneddi                                                                                                                                                           

si sona a nannaredda

davanti i fiureddi

 

E intra n’atmosfera                                                                         

di luci e di culuri

aspittammu tutti quanti

a nascita du Signuri

                                                                    

Pinsannu però o motivu                                                      

pi cui vinna supra a terra,                                                    

a me menti curra a corpu                                                     

ni paisi  unni  c’e a guerra

                                                          

Se viniri nu munnu                                                               

“Natali” vena a diri,                                                               

pirchì c’è tanta genti                                                             

ca di guerra hava a muriri?

                                                          

Quannu ha arrivari u iornu

ca sti guerri hannu a cissari

e u Natali in santa paci

s’ha putiri festeggiari?

 

Pi st’annu ormai mi para

ca nutizi unn’hannu datu

e pi chissu ni sti festi

ia mi sentu allammicatu

 

Pensu i nostri picciliddi

ca ni festi di Natali

ci mittemmu sutta l’arbulu

muntagni di riali

 

Mentri tanti ‘nnuccintuzzi

di tant’attri cuntinenti

morinu sutta i bummi

e co campa unn’hava nenti

 

A co cumanna u munnu

pirchì mmanu hava u putiri

cu sti versi cocchi cosa

ia c’ha vogliu propriu diri :

 

Ma pirchì un vi diciditi

e pruvati arraggiunari

p’appaciari tutti quanti

e finirla di sparari?

 

Se pi l’annu c’ha viniri

vi ‘mpignati pi daveru

quannu arriva arrè Natali

u festeggia u munnu interu.


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