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Da Milazzo alla Norvegia in bici. Alberto Ammendolia e la sua straordinaria avventura: “Per ora vivo il presente!”

Scritto da il 16 Maggio 2019

Alberto Ammendolia è un giovane trentenne milazzese che il 16 aprile scorso è partito dalla Sicilia con la sua Gravel bike per vivere un’esperienza tanto forte quanto emozionante: raggiungere Capo Nord in Norvegia.

Una scommessa personale che ogni giorno lo mette alla prova.

Noi di Radio Milazzo abbiamo deciso di intervistarlo, perché un giovane che ha il coraggio di lasciare un contesto lavorativo a cui non sente di appartenere e decide di mettersi in gioco affrontando un percorso edificante, può solo essere un’ispirazione.

Ciao Alberto, sei già un simbolo e scommetto che tanta gente tifa per te. Ti arrivano messaggi di incoraggiamento sui social?

Ciao Valentina! Sì ricevo moltissimi messaggi di incoraggiamento, in pratica tutti i giorni, ed è bello avere il supporto di molta gente anche sconosciuta. Mi aiuta ad affrontare le difficoltà. Tra l’altro il tempo non è stato proprio clemente!

I tuoi amici e parenti come hanno accolto la notizia della tua partenza?

(Ride)

Qualcuno mi ha subito appoggiato proprio perché sa come sono fatto, qualcun altro invece ha cercato di farmi cedere. I miei genitori non erano molto contenti ma hanno capito che facevo sul serio e quindi mi hanno sostenuto.

Non gli hai lasciato scelta!

Già!

Ma come ti è venuta in mente quest’idea?

È una cosa a cui pensavo da un po’ di tempo e ho sempre sentivo che un giorno l’avrei fatto anch’io. Mi sono ispirato ai ragazzi su Youtube e Istagram che hanno fatto percorsi molto impegnativi come raggiungere l’America Latina o il Tibet. La spinta credo sia dovuta al fatto di aver lavorato in un luogo che non fosse il mio habitat ideale, così ho fatto alcuni sacrifici con il fine di partire ed eccomi qui!

Quindi per sapere dove sei bisogna seguirti sui social?

Cerco sempre di pubblicare un video per far sapere dove sono e come procede l’avventura.

Come organizzi le tue giornate?

Non faccio programmi a lungo termine perché le variabili sono molte. In genere mi prefisso alcuni obiettivi realizzabili nell’arco di uno o due giorni, ma anche quelli sono soggetti a variazioni per via delle condizioni climatiche. Ovviamente sono attrezzato per affrontare le intemperie ma dipende dall’intensità. Se la pioggia aumenta sono sempre costretto a fermarmi ovunque sia.

Dal 16 aprile al 3 maggio, giorno in cui sono stato intervistato dallo speaker Francesco Anania durante il programma “Momenti in Radio”, ho percorso 1300 kg ed ero in Toscana. Avrei potuto fare di più ma sono stato costretto a fermarmi spesso a causa del tempo. Nel Lazio, vicino Orte, ho dormito in tenda in un campeggio. Ho tutto l’occorrente con me. In altre occasioni nei B&B con prezzi abbordabili. Dipende cosa trovo e dove arrivo. Mi è capitato anche di incontrare alcuni amici e qualcuno mi ha ospitato in casa.

 

Quando ti fermi in una città hai modo di conoscere gente del luogo? Come ti accolgono?

Sì ho avuto modo di conoscere diverse persone. Qualcuno mi ha pure offerto una pizza come è successo a Salerno. È stato il proprietario del locale a farlo, sapendo della mia avventura. Nel complesso mi accolgono bene, sempre con il sorriso e con parole di incoraggiamento. Mi chiedono perché lo faccio e allora racconto la mia storia.

Secondo un calcolo approssimativo, quando pensi di arrivare a Capo Nord?

Sicuramente a cavallo tra la fine di luglio e i primi di agosto. Non rimarrò in Norvegia, ritornerò quasi subito ma non ho ancora deciso come affrontare il viaggio di ritorno. Non so nemmeno cosa farò quando tornerò a Milazzo. Per ora vivo il presente.

Nonostante la fatica riesci a sentirti gratificato ogni sera?

Vivo l’esperienza giornalmente, ogni chilometro percorso è il tassello di un progetto più ampio e, inevitabilmente, edificante. La gratificazione è una cosa che spero e credo sentirò alla fine.

Per il momento, come ti dicevo, pedalo quasi ogni giorno. La prima settimana di maggio, per esempio, sono stato costretto a fermarmi due giorni a Firenze a causa del tempo. Anche dopo la partenza dalla Sicilia sono stato bloccato da una pioggia allucinante, e avevo percorso solo una quarantina di chilometri. Poi, in seguito alla salita dell’Appennino, mi sono dovuto fermare perché avevo bisogno di riprendermi dal gelo. Sarei dovuto arrivare a Bologna ma in quelle condizioni non era proprio possibile, quindi sono stato costretto a fare mezza tappa perché di solito percorro dagli 80 ai 100 chilometri al giorno, se capita anche un po’ di più.

Riesci a recuperare?

Sì, recupero dormendo. Ovviamente i dolori muscolari rimangono ma sono sopportabili. A spingermi è il forte desiderio di affrontare tutto e raggiungere l’obiettivo.

Curi l’alimentazione per riuscire a farcela ogni giorno?

Non nello specifico. Mangio ogni 50 minuti circa perché quando mi fermo ho sempre fame quindi mi sono abituato così. Tra l’altro consumo molto. Ovviamente non posso seguire le mie abitudini quotidiane, quindi mi adeguo e va bene così. Il bello è anche questo.

Il viaggio più lungo che hai fatto prima di questo?

Nessuno, questa è la prima volta. Sono allenato ma non ho mai fatto tour nemmeno in Sicilia. Uscivo in bici a giorni alterni, a volte per due giorni di fila, ma mai tragitti lunghi.

Oltre alla bici, quali altri passioni hai?

Sciare. È il mio sport preferito sin da piccolo. Ricordo che andavamo spesso in vacanza a sciare in famiglia ed è così che ho imparato.

La tua foto profilo WhatsApp ti ritrae con una chitarra. Sei anche un musicista?

Sì, suono la chitarra elettrica e ogni tanto le percussioni, più o meno da una decina d’anni. Ho suonato in diversi gruppi anche se preferisco farlo in un duo o in un trio. È più immediato il mio rapporto con il pubblico. Ho suonato anche in alcuni locali di Milazzo proprio qualche mese prima di partire. 

Alberto, grazie per il tempo che ci hai dedicato. Sappi che noi ti seguiamo e tifiamo per te! A presto.

Grazie Valentina, buon pomeriggio!


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