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Il regista Arcoraci porta a Venezia il Premio “Peppa la Cannoniera”

Scritto da il 9 Settembre 2022

Un Premio sentito, quello istituito all’interno della macchina organizzativa del Festival del Cinema Italiano che quest’anno festeggia la sua prima edizione in Sicilia. Il riconoscimento, dʼimpronta squisitamente siciliana, è stato fortemente voluto dal direttore della rassegna, il regista e produttore Franco Arcoraci.

Il Premio “Peppa la cannoniera” del Festival del Cinema Italiano sbarca a Venezia in occasione del Premio “Starlight International Cinema Award 2022”, ideato da Francesca Rettondini e Giuseppe Zaccaria, è giunto alla sua IX edizione. Partito da Milazzo, in Sicilia, nel Messinese, il prestigioso riconoscimento è andato alla regista Samantha Casella per il film “Santa Guerra”. La consegna, avvenuta all’interno della Biennale di Venezia, è stata compiuta personalmente dal regista Franco Arcoraci e dall’attrice Giusy Venuti in omaggio allʼeroina siciliana del Risorgimento nativa di Barcellona Pozzo di Gotto. Intanto, il film “Franchitto” di Franco Arcoraci viaggia verso la sua grande anteprima. Una delegazione del Cinema di Venezia approderà in Sicilia per consegnare un premio in occasione del prossimo Festival del Cinema Italiano in programma dal 27 settembre al 1° ottobre. Entusiasta Arcoraci ha affermato: «I gemellaggi che fanno bene all’arte».


Calcagno Giuseppa (Peppa la cannoniera)

Simbolo della partecipazione popolare all’insurrezione contro i Borboni, nasce a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, nel 1826 o, secondo alcuni, nel 1841. Nota come Giuseppa Bolognari dal nome della nutrice alla quale viene affidata in tenera età, o anche come Giuseppa Calcagno, affidata dalla locale Congregazione di carità a Maria Calcagno, “nutrice di trovatelli”. Giungono contrastanti le informazioni sul suo conto.

Nel 1860 nelle strade e nelle piazze di Catania, le squadre popolari guidate dal colonnello Poulet fronteggiano per ben sette ore oltre duemila soldati borbonici, capitanati dal generale Clary. In quell’occasione, la giovane Peppa si distingue per due atti di valore per i quali viene insignita di una medaglia di argento (o forse di bronzo) al valore militare per il suo meraviglioso coraggio, per il grande sangue freddo e per le straordinarie capacità strategiche messe in atto “arrecando grave danno degli assalitori e riuscendo a mettersi in salvo”. Per i suoi servigi le venne erogata una pensione di 9 ducati mensili. Il Comune di Catania le corrispose una gratifica di 216 ducati in un’unica soluzione.


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